| Bandoneón |
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Il bandoneón è lo strumento fondamentale delle orchestre di tango argentine. Antico bandonion, ca. 1905. Nacque originariamente come strumento per la musica sacra, per accompagnare i canti durante le processioni, in contrasto con il suo parente più prossimo, la Concertina (Konzertina), strumento considerato più popolare. Gli emigranti tedeschi portarono questo strumento con sé, all'inizio del XX secolo, in Argentina, ove rapidamente incontrò grande successo, e fu presto inserito nel contesto della musica locale. Come la fisarmonica e la concertina, il bandoneón si suona tenendolo fra le mani, comprimendone ed espandendone il mantice e premendone con le dita uno o più tasti. A differenza della fisarmonica, il bandoneón non ha una tastiera vera e propria, ma porta su entrambi i propri lati dei bottoni: ne ha 38 per il registro acuto e 33 per il grave. Ogni tasto emette un suono, e per comporre un accordo è necessario premere più tasti contemporaneamente. Il bandoneón di Alfred Arnold, ca. 1949. Molti dei bottoni del bandoneón diatonico (o meglio bisonoro) generano note diverse quando premuti stirando il soffietto rispetto a quando sono premuti durante la compressione. Ciò significa che ogni gruppo di tasti ha in effetti due schemi di esecuzione: uno per le note in apertura ed uno per le note in chiusura. Giacché i tasti di pertinenza di una mano sono differenti da quelli dell'altra mano, si devono dunque imparare quattro differenti schemi di esecuzione per riuscire a suonare lo strumento. Inoltre, nessuno di tali schemi presenta una sequenza scalare di note. Molti dei tasti adiacenti sono disposti a formare triadi: per esempio, i bottoni sotto tre dita vicine possono produrre i suoni LAb, DO e MIb quando lo strumento è compresso, e SOL, SIb e REb quando è stirato. Questo rende più facile eseguire una semplice melodia con I-V armonia, ma abbastanza difficoltoso suonare dei passaggi scalari elaborati. Il bandoneón cromatico ha una struttura interna ed esterna sostanzialmente identica al bandoneón diatonico, ma la corrispondenza tra bottoni e suoni è diversa: premendo un bottone si ha la stessa nota sia aprendo il mantice che chiudendolo. La disposizione dei bottoni segue una logica cromatica, per cui la progressione avviene per gruppi di tre bottoni tipo DO-DO#-RE poi RE#-MI-FA, eccetera. Il bandoneón è conosciuto fra i tangueros come "fuelle", "mantice, soffietto": e il fuelle è l'anima delle orchestre di questo genere. Un tango di Pascual Contursi (testi) e Juan Bautista Deambroggio (musica), composto nel 1928 e che Carlos Gardel incorporò nel suo repertorio, tratta già il bandoneón come un figlio adottivo: "Bandoneón arrabalero, / viejo fuelle desinflado, / te encontré como a un pebete / que la madre abandonó" ("Bandoneón dei sobborghi, vecchio soffietto sgonfio, ti ho incontrato come un bimbetto che la madre ha abbandonato"). Fra i più importanti bandoneonistas argentini si devono citare almeno Juan D'Arienzo, Astor Piazzolla, Eduardo Arolas, Pedro Maffia, Pedro Laurenz, Ciriaco Ortíz, Osvaldo Fresedo, Aníbal Troilo, Roberto Di Filippo, Alejandro Barletta, José Libertella, Leopoldo Federico, Daniel Cabrera, Dino Saluzzi, Nestor Marconi. Tratto da Wikipedia
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Il bandoneón, chiamato bandonion dal suo inventore, il musicista tedesco Heinrich Band (1821-1860), è uno strumento musicale della famiglia degli strumenti ad ancia, con mantice, ispirato alla concertina ed alla fisarmonica; può essere diatonico o cromatico.